J. Raff - JUNG E L'IMMAGINARIO ALCHEMICO

240 pagine - 23 illustrazioni

Gli interessi di Jung per l’alchimia hanno un posto di rilievo nel suo lavoro di psicologo. Gli scritti più celebri dello psicoanalista svizzero su quest’argomento sono Psicologia e alchimia, Mysterium Coniunctionis  e Studi sull’alchimia. Jeffrey Raff li commenta, li approfondisce e li rinnova. Il suio è un libro veramente essenziale per chi è interessato alle dimensioni interiori, psicospirituali dell’alchimia. Raff illustra la natura spirituale della psicologia junghiana e il debito che ha nei confronti della tradizione religioso-esoterica. A differenza di altri libri su Jung e l’alchimia, che forniscono un’interpretazione psicologica del materiale alchemico, questo saggio si avvale dell’alchimia per comprendere tre pilastri della spiritualità junghiana: il Sé, la funzione trascendente, e l’immaginazione attiva.

Gli interessi di Jung per l’alchimia hanno un posto di rilievo nel suo lavoro di psicologo. Gli scritti più celebri dello psicoanalista svizzero su quest’argomento sono Psicologia e alchimia, Mysterium Coniunctionis  e Studi sull’alchimia. Jeffrey Raff li commenta, li approfondisce e li rinnova. Il suio è un libro veramente essenziale per chi è interessato alle dimensioni interiori, psicospirituali dell’alchimia. Raff illustra la natura spirituale della psicologia junghiana e il debito che ha nei confronti della tradizione religioso-esoterica. A differenza di altri libri su Jung e l’alchimia, che forniscono un’interpretazione psicologica del materiale alchemico, questo saggio si avvale dell’alchimia per comprendere tre pilastri della spiritualità junghiana: il Sé, la funzione trascendente, e l’immaginazione attiva. Attraverso l’interpretazione dell’immaginario alchemico, Raff illustra la natura di questi tre concetti e ci spiega come, insieme, possano offrire un nuovo modello per la spiritualità occidentale contemporanea. La particolarità di questo libro sta anche nel fatto che per la sua analisi si avvale di testi di alchimia relativamente poco noti e che, per la maggior parte, non sono mai stati interpretati. Inoltre, presenta due concetti nuovi: l’Alleato e la dimensione psicoide. Servendosi di queste idee, e delle nuove frontiere che esse offrono alla comprensione, diviene possibile applicare l’immaginario alchemico all’esperienza transpsichica; vale a dire, a un mondo spirituale che non si può ridurre ai meri concetti psicologici. Inserendo tutto questo nello studio dell’alchimia e del pensiero junghiano, l’autore perviene a intuizioni profonde sulla natura delle esperienze visionarie ed estatiche, che fanno parte del sentiero dell’individuazione, la via della completezza.